Mer, 4 aprile 2018

L’APe volontaria: un prestito che anticipa la pensione

Dopo quasi un anno di attesa è finalmente decollata anche la versione volontaria dell’APe (anticipo pensionistico), il prestito pensionistico oneroso che consente di mettersi in pensione prima del tempo, cioè prima di aver compiuto l’età fissata dalla legge per conseguire la pensione di vecchiaia.

A differenza dell’Ape sociale, il cui costo è a carico dello Stato e riservata ad alcune categorie designate (argomento già trattato in 50&Più di giugno 2017), l’Ape volontaria è un prestito erogato da una banca in 12 mensilità e garantito dalla pensione di vecchiaia, che il beneficiario otterrà alla maturazione dei requisiti.

Ma vediamo in che cosa consiste questa nuova occasione di pensionamento.

Tempi e beneficiari

Il nuovo intervento pensionistico riguarda, per ogni anno, i nati tra il ’51 e il ’53 del 2017, quelli tra il ’52 e il ’55 del 2018 e i nati entro il 31 luglio ’56 del 2019 (quando il requisito minimo di età salirà a quasi 67 anni). Chi ha maturato i requisiti per accedere all’Ape volontaria tra il primo maggio e il 18 ottobre 2017, deve presentare la richiesta entro il prossimo 18 aprile.

Solo così potrà ottenere la corresponsione di tutti i ratei maturati dalla data della decorrenza dell’Ape (circolare INPS n. 28 del 2018).

A marzo 2018 risultano già presentate 8.500 domande di certificazione per l’APe volontaria.

Il prestito può essere richiesto da tutti i lavoratori, pubblici e privati: dipendenti, autonomi (artigiani, commercianti, parasubordinati iscritti alla gestione separata dell’INPS (tra i quali i co.co.co. e i professionisti senza cassa). Sono esclusi invece i professionisti iscritti alle casse di previdenza. La richiesta è possibile a condizione che il richiedente risulti in possesso dei seguenti requisiti: (si veda TAB. A).

- età non inferiore a 63 anni;

- accredito di almeno 20 anni di contribuzione;

- maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi;

-importo della pensione di vecchiaia, al netto della rata di ammortamento del prestito Ape richiesto (cioè dopo la documentazione della rata mensile sul debito contratto), non inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo INPS (attualmente pari a 710,39 euro mensili).

Requisiti e procedure

Il requisito anagrafico (età non inferiore a 63 anni), dunque, deve essere tale da consentire la maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi dalla presentazione della domanda di Ape; è stato, poi, precisato nel decreto di attuazione, che si deve tenere conto degli eventuali adeguamenti agli incrementi della speranza di vita. Di conseguenza a partire dal 1 gennaio 2019 è previsto un incremento di 4 mesi del requisito d’età per ottenere la pensione di vecchiaia e così pure dal 1 gennaio 2021 quando ci sarà un ulteriore incremento di 3 mesi (si veda TAB.B).

All’Ape non possono accedere i pensionati diretti, cioè coloro che siano già titolari di una propria pensione di lavoro; per contro la possono richiedere i titolari di pensione indiretta, cioè chi ha già una pensione di reversibilità del coniuge non più in vita.

In caso di liquidazione di un’altra pensione diretta prima del perfezionamento del diritto alla pensione di vecchiaia (durante il periodo di percezione dell’Ape), l’erogazione della stessa viene interrotta e, fatto salvo il ricorso del beneficiario all’estinzione anticipata dell’Ape, la banca comunica all’Inps il piano di ammortamento per l’estinzione del debito rideterminato indicando la nuova rata di trattenuta sulla pensione.

Infine, è importante evidenziare che per fruire dell’Ape non è richiesta la cessione dell’attività di lavoro (dipendente o autonomo) fino all’età di pensionamento.

L’importo del prestito e il costo

L’importo minimo dell’assegno-ponte è pari a 150 euro mensili per 6 mesi mentre quello massimo è legato alla durata dell’Ape:

se l’anticipo è superiore a 3 anni, si può chiedere fino al 75% della pensione; se è compreso tra 24 e 36 mesi l’80%, tra 12 e 24 mesi l’85% e se meno di 12 mesi si arriva al 90%. La pensione al netto della rata non può essere comunque inferiore a 710,39 euro mensili. Se il richiedente ha però altri debiti in corso con le banche, l’esposizione complessiva non può superare il 30% dell’assegno previdenziale.

Il costo annuo del prestito, secondo le stime, è pari al 3,4% dal momento che oltre agli interessi si incorpora anche il costo della polizza assicurativa (per rischio premorienza) e la quota destinata al fondo di garanzia. Per effetto di un credito di imposta del 50% il costo effettivo scende a:

  • ·        1,57% per un prestito anticipato di 12 mesi rispetto all’età della pensione;
  • ·        3,07% per un anticipo di 24 mesi;
  • ·        4,49% per l’anticipo di 36 mesi;
  • ·        5,49% per l’anticipo di 43 mesi

Le somme erogate a titolo di prestito non concorrono a formare il reddito ai fini IRPEF.

Va evidenziato, poi, che se un lavoratore accede all’anticipo a 63 anni per 36 mesi, otterrà la pensione a 66 anni; dovendo restituire alla banca, tramite l’INPS, quanto ricevuto in anticipo nei 20 anni successivi, raggiungerà 80 anni di età. Ma se attualmente l’aspettativa di vita media per i maschi è di 80,1 anni e 84,7 per le donne, le assicurazioni avranno la certezza di non pagare almeno le ultime rate.

Come si richiede

Per questa prestazione è necessario presentare tre domande on line all’Inps in due tempi diversi (tramite il Patronato) e cioè:

·        La richiesta di certificazione del diritto all’APe (minimo e massimo che si può ottenere), presupposto indispensabile per avere titolo all’anticipazione;

·        L’attivazione dell’anticipo finanziario a garanzia pensionistica con l’indicazione della banca e dell’assicurazione coinvolte;

·        La presentazione della domanda di pensione di vecchiaia vera e propria.

Occorrono, infine, almeno due mesi di tempo dal rilascio del nullaosta al lavoratore da parte dell’INPS con l’ok della banca e della compagnia assicurativa.

Ogni strategia per raggiungere il trattamento pensionistico va valutata e pianificata in anticipo con l’aiuto di esperti professionisti.

Tramite un simulatore informatico, disponibile (tramite INPS o Patronato) si può conoscere l’importo e la durata dell’APe con l’indicazione immediata del costo del rimborso ventennale e del suo peso sulla pensione.

È per questo motivo che per tutti gli eventuali approfondimenti sull’argomento in esame (possibili scelte e, tra queste, le più convenienti) si consiglia di rivolgersi al nostro patronato 50&PiùEnasco, che con esperti operatori assiste da sempre gratuitamente – su tutto il territorio nazionale – per ottenere tutti i chiarimenti ulteriori e per la presentazione all’INPS delle relative domande on line.

TAB. A                                              APE VOLONTARIA

A chi spetta

Tutti i lavoratori iscritti all’inps: dipendenti, autonomi (artigiani, commercianti) e parasubordinati (co.co.co, ecc)

Requisito anagrafico

Età non inferiore a 63 anni

Requisito contributivo

Almeno 20 anni

Requisito pensionistico

Maturazione diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi

Importo pensione di vecchiaia

Non inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo INPS, al netto della rata di ammortamento dell’Ape (circa 710,39 euro mensili)

Altre condizioni

Non essere già titolare di una pensione diretta

Chi sostiene il costo

Il lavoratore con riduzione della pensione di vecchiaia per 20 anni


TAB. B L’età per la Pensione di vecchiaia(1)

Categoria

Anno 2018

Anni 2019 e 2020 (2)

Anni 2021 e 2022 (3)

Dipendenti privati (uomini e donne)

Dipendenti pubblici (uomini e donne)

Autonomi e gestione separata (uomini e donne)

66 anni

e

7 mesi

66 anni

e

11 mesi

67 anni

e

2 mesi

(1) In presenza di almeno 20 anni di contribuzione

(2) Aumento speranza di vita di 4 mesi (ipotesi)

(3) Aumento speranza di vita di 3 mesi (ipotesi)


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